Il 18 marzo 1797 restituisce uno spaccato rapido ma significativo di un momento storico delicatissimo per il Polesine e per l’intera Italia settentrionale: l’avanzata delle truppe francesi durante la campagna d’Italia.
A raccontarlo è Locatelli nei suoi diari, testimone diretto di quei giorni convulsi:
«18 marzo. Jeri nel dopo pranzo sono qui arrivati 380 Francesi di Cavalleria provenienti da Ferrara, et oggi alle ore 12 sono partiti per Padova».
Una nota breve, quasi fredda, ma che racchiude un passaggio fondamentale: Rovigo si trova nel mezzo di un territorio attraversato dalle armate francesi, in movimento continuo tra Ferrara e Padova.
Non si tratta di una presenza stabile, ma di un flusso militare rapido ed efficace, tipico delle campagne napoleoniche: reparti che arrivano, sostano poche ore e ripartono.
Tuttavia, anche questi passaggi “veloci” lasciavano un segno profondo sul territorio e sulla popolazione locale, costretta ad assistere – spesso impotente – al transito di eserciti stranieri.
Siamo nel 1797, a pochi mesi dalla caduta della Serenissima. Questi movimenti militari non sono episodi isolati, ma tasselli di un disegno più ampio che porterà alla fine di un equilibrio politico durato secoli.
Rovigo, come tutto il Polesine, diventa così terra di passaggio, crocevia di eserciti e interessi, più subiti che scelti.
📖: Archivio storico dell’Accademia dei Concordi
📸: foto estratta da Pinterest
Marco Fornaro
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