🦁 Ariano, 31 marzo 1799: l’abbattimento dell’Albero della Libertà

 






Alla fine del marzo 1799, nel territorio di Ariano, la situazione politica e sociale giunge a un punto di svolta. Dopo mesi di dominio giacobino, la presenza di armi imperiali sul territorio segna l’inizio di un rapido mutamento degli equilibri locali.

Nella notte tra sabato e domenica, ultimo giorno di marzo, alcuni abitanti individuano armi appartenenti alle truppe imperiali. La notizia si diffonde rapidamente tra la popolazione, suscitando entusiasmo tra quanti attendevano un cambiamento. Una piccola presenza militare, composta da poche decine di uomini, risulta sufficiente a confermare l’imminente ritorno delle forze austriache.

In questo contesto emerge la figura del sacerdote Giacomo Giorgi, noto per la sua opposizione al governo francese e agli ambienti giacobini. Informato dell’arrivo delle truppe imperiali, egli si reca in piazza, dove in breve tempo si raduna una numerosa folla.

La partecipazione della popolazione è immediata e compatta. Le cronache descrivono una piazza gremita, segnata da una forte emozione collettiva. Con il consenso dell’ufficiale imperiale presente, viene presa una decisione simbolicamente rilevante: l’abbattimento dell’Albero della Libertà, emblema del regime rivoluzionario.

L’albero viene atterrato, fatto a pezzi e quindi incendiato. L’episodio rappresenta un gesto pubblico e condiviso, attraverso il quale la comunità manifesta il proprio distacco dal sistema politico instaurato negli anni precedenti.

Contestualmente, alcuni abitanti si dirigono verso le abitazioni di individui identificati come sostenitori del governo giacobino. Questi vengono condotti in piazza, dove nel frattempo è stato innalzato uno stemma imperiale. Il gesto sancisce visivamente il mutamento dell’autorità riconosciuta dalla popolazione.

Gli avvenimenti del 31 marzo 1799 ad Ariano mostrano con chiarezza come il passaggio di potere non sia stato soltanto il risultato di operazioni militari, ma anche il frutto di iniziative locali, sostenute da una parte significativa della comunità.


📚 Fonte

📖 Le cronache di Argenta – Francesco Leopoldo Bertoldi (1796-1799), a cura di Roberto Balzani, Edizioni Analisi

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