Il giorno successivo agli eventi del 31 marzo, la situazione ad Ariano evolve rapidamente da manifestazione pubblica a scontro armato. Nella notte del 1° aprile 1799, la presenza francese si concretizza con l’arrivo di unità navali lungo il Po, nei pressi della punta di Santa Maria.
Verso le sette e mezza italiane, una cannoniera francese si presenta davanti all’abitato. Alla richiesta di identificazione da parte della sentinella, l’imbarcazione risponde in modo evasivo e rifiuta di avvicinarsi a terra. Il tentativo di chiarimento fallisce rapidamente.
La tensione sfocia nello scontro quando viene aperto il fuoco. Alla prima scarica segue la risposta dell’artiglieria francese. In breve tempo, l’intera popolazione viene coinvolta: al suono delle campane e alle grida d’allarme, numerosi abitanti accorrono armati.
Il combattimento si protrae per oltre tre ore. Non si tratta di un’azione isolata, ma di uno scontro organizzato, nel quale la popolazione locale, affiancata dagli elementi imperiali presenti, riesce a opporsi con efficacia alle forze francesi.
Al termine della battaglia, il bilancio è significativo. Vengono catturati diversi militari francesi, tra cui ufficiali e soldati, mentre altri risultano morti o feriti. Le cronache riportano il recupero di numerosi pezzi di artiglieria, armi e munizioni sottratte alle imbarcazioni nemiche.
Nei giorni successivi giungono rinforzi austriaci, accolti con favore dalla popolazione. Il materiale bellico catturato viene raccolto e inviato prima a Papozze e successivamente verso Venezia, a testimonianza dell’allineamento del territorio alla causa imperiale.
L’episodio del 1° aprile rappresenta un passaggio decisivo: la rivolta del giorno precedente si trasforma in confronto militare diretto. Ariano si configura così come uno dei centri in cui il cambiamento politico avviene attraverso una combinazione di iniziativa popolare e azione armata.
📚 Fonte
📖 Le cronache di Argenta – Francesco Leopoldo Bertoldi (1796-1799), a cura di Roberto Balzani, Edizioni Analisi

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