Un territorio diviso tra due stati
Quando le armate di Napoleone arrivarono nel Polesine nel 1796, questo territorio non era affatto unitario come oggi. Al contrario, era diviso tra due stati diversi: la Repubblica di Venezia e lo Stato Pontificio.
Alla Serenissima apparteneva il Polesine di Rovigo, che si estendeva fino a Canaro e Polesella sul Po, oltre a centri importanti come Adria e Loreo e tutto il territorio del Delta del Po, legato direttamente agli interessi strategici veneziani.
La riviera del Po sulla sponda sinistra, invece, apparteneva allo Stato Pontificio. Qui si trovavano paesi come Occhiobello, Crespino, Papozze, Villanova, Corbola e l’isola di Ariano. Proprio Crespino rappresentava uno degli ultimi lembi di territorio pontificio nel Polesine, a pochi chilometri dal confine con la Repubblica di Venezia.
La neutralità veneziana e il passaggio dei francesi
I francesi a Crespino
Secondo le fonti locali, le truppe francesi entrarono a Crespino il 22 giugno 1796. La presenza militare durò fino al 21 gennaio 1799.
L’occupazione avvenne nel contesto dell’avanzata napoleonica nelle Legazioni pontificie, dopo che Napoleone era entrato a Bologna il 19 giugno 1796 imponendo allo Stato Pontificio un armistizio che portò all’occupazione delle Legazioni di Bologna e Ferrara.
Anche se relativamente breve, questo periodo cambiò profondamente la vita amministrativa del paese.
La nascita delle nuove municipalità
Con l’arrivo dei francesi fu abolito il tradizionale governatore pontificio, nominato dalla Camera Apostolica, che fino ad allora aveva esercitato potere amministrativo e giudiziario sul territorio.
Al suo posto venne introdotto un nuovo sistema ispirato ai principi della Rivoluzione francese, basato su municipalità e consigli eletti.
In questo nuovo assetto Crespino divenne capoluogo di cantone, comprendendo anche altri centri del territorio come Papozze, Villanova, Canalnovo e Cologna.
Il territorio fu riorganizzato in dipartimenti, distretti, cantoni e comuni, con nuove figure amministrative come prefetti, viceprefetti e giudici di pace.
Le prime elezioni locali
Il 3 luglio 1796 i rappresentanti delle comunità locali elessero presidente Antonio Tosi, mentre diversi cittadini crespinesi entrarono a far parte della nuova amministrazione.
Tra questi figuravano Antonio Carravieri, Giobatta Baruffi, Carlo Aguiari, Antonio Casoni, Luca Antonio Tosi, Giacomo Reali e Gaetano Medici.
Il dottor Antonio Medici venne invece nominato giudice di pace.
Le tensioni tra i paesi del territorio
Il gesto era legato sia alla presenza del Bargello di Crespino armato, sia alla nomina del giudice di pace ritenuta poco gradita.
Episodi come questo mostrano come la nuova amministrazione rivoluzionaria si inserisse in un territorio dove antiche rivalità locali erano ancora molto vive.
La fine della prima dominazione francese
Poco dopo entrarono le truppe austriache, accolte – secondo le cronache locali – con segni di grande entusiasmo dalla popolazione.
Cominciava così un nuovo capitolo politico per il Polesine, che negli anni successivi avrebbe visto alternarsi ancora francesi, austriaci e nuove amministrazioni.
Un piccolo paese dentro la grande storia europea
La vicenda di Crespino dimostra bene come anche i piccoli centri del Polesine furono coinvolti nei grandi cambiamenti politici della fine del Settecento.
L’arrivo di Napoleone portò infatti:
la fine delle antiche strutture pontificie, la nascita delle municipalità rivoluzionarie, nuove tensioni tra comunità locali continui cambiamenti di potere tra francesi e austriaci.
In un territorio già diviso tra Venezia e Roma, la rivoluzione portata dalle armate francesi rese ancora più complesso l’equilibrio politico del Polesine.
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